comuni italiani

Il Barocco Siciliano


Sicilia >>

Il barocco in Sicilia


Barocco Sicilia

Il Barocco in Sicilia, monumenti

La città di Palazzolo Acreide nei pressi di Siracusa, sorge alta su di un promontorio del gruppo dei monti Iblei, costruita nel medioevo, è famosa per la zona archeologica di Acra, a tal punto dal 1862 al nome di Palazzolo viene apposto il termine Acreide.

La città di Palazzolo ebbe il proprio sviluppo grazie agli insediamenti di ordini religiosi ai quali si deve la costruzione di case e monasteri come nel 1474 per la chiesa dell'Annunziata viene commissionata ad Antonello da Messina la tela dell'Annunciazione, esposta oggi al museo di Siracusa. La città venne semidistrutta dal terremoto del 1693. Ma l'antico splendore è tangibile ancor oggi dall'eleganza dei palazzi nobiliari in stile barocco con i fasti delle facciate, con ricchi portali, e le lunghe balconate in ferro battuto.

La chiesa dell'Immacolata, dall'egante facciata, annovera al suo interno la statua di Santa Maria delle Grazie di Francesco Laurana interamente in marmo.




Modica in provincia di Ragusa, venne, come Palazzolo Acreide e le altre citta della Val di Noto, gravemente danneggiata dallo sciame sismico del 1693. La città ha però ricostruito gli edifici distrutti in stile barocco. Le chiese hanno nella parte frontale imponenti scalinate. Tipico esempio è la cattedrale di San Giorgio si costruita sul pendio del colle dell'Aquila. Decorata dalle scalinate con facciata a torre che si sviluppa in tre ordini. Il coronamento è una preziosa ornamentazione rococò.

La chiesa di San Giovanni Evangelista a tre navate è la costruzione più alta della città e venne anch'essa ricostruita dopo il terremoto con facciata a cui è anteposta una scalinata con 26 pilastri, ornati da statue.

L a chiesa di San Pietro simile alla precedente, con facciata, addobbata da una fastosa ornamentazione barocca, con una bellissima cornice balconata a per dividere i due ordini, inferiore e superiore.

nella parte inferiore della città si vedono ancora le cosiddette "cave", abitazioni del contado scavate nella roccia, ora disabitate o usate come stalle o depositi. Queste grotte un tempo costituivano veri e propri borghi collegati tra loro da scalette e viottoli.

Mazara del Vallo in provincia di Trapani sorge sulla costa sudorientale della Sicilia, sulle rive del fiume Mazaro. Storico crocevia del Mediterraneo, poi emporio fenicio, quindi cartaginese, infine passata ai Romani dopo la seconda guerra punica, la città visse un periodo di splendore sotto i musulmani. Ancor oggi nel centro storico si possono notare caratteri culturali islamici. La zona si sviluppa con viuzze, vicoli ciechi e cortili, con le facciate delle case poggiate agli archi di sostegno visibili con naso all'insù.

nel XV Secolo la città subì una trasformazione urbanistica intensa, con la costruzione di numerose chiese e oratori, diffusi in tutta la città e successivamente con la ricostruzione di complessi monastici, già esistenti, in stile barocco. La cattedrale, costruita nel 1093 e restaurata nelle forme attuali dopo il terremoto conserva il portale barocco che conserva nella parte superiore un rilievo raffigurante il conte Ruggero a cavallo.