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Festival Internazionale del Giornalismo


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Festival Internazionale del Giornalismo


Festival Giornalismo

Mercoledì 9 aprile, l’edizione 2008 del Festival Internazionale del Giornalismo. Cinque giornate di interviste, confronti, presentazioni di libri, serate teatrali, proiezioni di documentari . Centocinquanta relatori e molti eventi ad ingresso libero su prenotazione.

L’apertura ufficiale della manifestazione è affidata alla lectio magistralis di Eugenio Scalfari, che con la sua singolare storia di intellettuale e imprenditore ha mutato la stampa italiana segnando profondamente la storia del giornalismo nel bel paese. Ritrovo alle 11.30 c/o l’Aula Magna del Rettorato, Università degli Studi di Perugia.

Tre panel discussion in programma il pomeriggio, presso il Teatro Pavone.

Con l’incontro Donne Reporter sui fronti di guerra, alle 14.30, si è deciso di dare voce al coraggio dell’informazione, con 5 donne impegnate sui fronti di guerra, che si confronteranno sulla prospettiva del reportage al femminile contraddistinta da una tipica  sensibilità nei confronti della condizione sociale e culturale della popolazione civile. Le 4 voci a confronto saranno: Sandra Balsells freelance photo-reporter e vincitrice nel 2006 del Premio Ortega y Gasset, il più prestigioso premio di giornalismo investigativo spagnolo per il suo reportage sulle vittime della guerra nei Balcani, Ann Leslie inviata speciale del giornale inglese The Daily Mail da più di 30 anni. Ha scritto di battaglie, conflitti e politica da almeno 70 stati, Anne Nivat corrispondente del giornale francese Le Point. Fingendosi contadina, ha vissuto in Cecenia nel 1999. Ha narrato le sue esperienze nel libro Chienne de Guerre: una femme reporter en Tchètchènie (2000) con cui vinse il Prix Albert Londres, il più importante premio di giornalismo investigativo francese, Barbara Schiavulli giornalista freelance di guerra che ha seguito la seconda Intifada, il conflitto in Kashmir, in Afghanistan, il colpo di stato ad Haiti, la guerra in Iraq e tutto quello che ne è seguito. Scrive su L’Espresso, La Stampa e AvvenireGabriella Simoni inviata di Studio Aperto. L’incontro, ad ingresso libero con traduzione simultanea, sarà moderato da Franco di Mare, giornalista RAI.




nell’era del giornalismo 2.0 le agenzie di stampa sono in crisi di identità? È la domanda a cui daranno risposta Tiziana Barghini direttrice Reuters Italia, Luca Di Leo direttore Associated Press Down Jpnes Italia, Giampiero Gramaglia direttore ANSA, Jean-Francois Le Mounier direttore France Presse Italia, Valery Levchenko deputy general director of Russian News and Information Agency RIA Novosti e Dennis Redmont insegnante della Scuola di Giornalismo Radio-televisivo di Perugia, per capire come le tecnologie stanno variando il lavoro del giornalista e il ruolo delle agenzie di stampa. Appuntamento alle ore 16.00 presso il Teatro Pavone.

Ritratto d’autore–Indro Montanelli 1909-2001 è il titolo del meeting, alle 17.30 presso il Teatro Pavone, tra Mario Cervi fondatore con Indro Montanelli del quotidiano Il Giornale, Ugo Tramballi inviato Il Sole 24 Ore, Marcello Foa inviato speciale de Il Giornale (moderatore) e Marco Travaglio giornalista e autore di libri Montanelli e il Cavaliere e La Scomparsa dei Fatti. Un’occasione per rivivere la vita di uno dei più grandi giornalisti italiani, il cui lavoro è stato notato anche all'estero: Premio Principe delle Asturie 1996 in Spagna, una decorazione in Finlandia, dagli Stati Uniti gli arrivò il riconoscimento annuale come miglior giornalista internazionale. La sua vita, il suo modo di vivere la professione sono di grande esempio tutt’oggi. Enzo Biagi disse di lui: “Il suo vero padrone era il lettore. E quando vedeva lo strapotere di certi personaggi, si è sempre battuto cercando di rappresentare la voce di quelli che non potevano parlare”.

Seguirà, alle 19.30, la presentazione dell’ultimo lavoro di Edmondo Berselli Adulti con riserva. Com’era allegra L’Italia prima del '68 (2007), dove il giornalista narra la vitalità politica e culturale del nostro paese a metà anni ‘60, figlio del boom economico, dell’apertura internazionale, del consumismo di massa, vitalità che viene strozzata dalla contestazione del '68 che concentra la lotta politica e per i successivi 10 anni frena le riforme e l'inclusione della classe operaia nel governo del Paese, anche a causa dell’incapacità del PC di proporsi come forza di governo. Accanto all’editorialista di La Repubblica e L’Espresso, Maria Latella direttrice del settimanale Anna e conduttrice skytg24.

Ultimo appuntamento della giornata Lavorare per vivere, non per morire, il cinema d’impegno sociale per una nuova sensibilità civile. Appuntamento al Teatro Pavone, Corso Vannucci 19 alle ore 21.00 con Domenico Calopresti regista che ha finito in questi giorni il documentario sulla Thyssen Krupp di Torino, Roberto Dordit regista di Apnea, Ugo Gregoretti regista e giornalista, Wilma Labate regista di Signorina F e Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, associazione che ha lanciato la campagna sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il Premio giornalistico Gastone Marri.

Modera Duilio Giammaria, RAI 1. Durante l’incontro saranno proiettate immagini dei film realizzati dai registi presenti al dibattito. Il lavoro è frutto di una campagna lanciata da tempo da Articolo 21 che ha chiesto ai media di illuminare a giorno il tema della sicurezza. A questa campagna è collegato un premio per giornalisti, autori, registi dedicato a Gastone Marri, fra i primi sindacalisti ad occuparsi di sicurezza in ambiente di lavoro.