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Monumenti in Abruzzo


Abruzzi

I monumenti e le bellezze abruzzesi


Percorrendo l'autostrada A14 in direzione sud, dopo Roseto degli Abruzzi, viene indicata l'uscita per Atri (Teramo). Già centro di origine picena con il nome di Hatria, nel 289 a.c. diventa la prima fortezza di Roma sull' Adriatico, dal quale prende il nome o al quale l'attribuisce, secondo controverse interpretazioni.

Il periodo di massima fioritura di Atri è quello compreso tra la seconda metà del '200 e la fine del '300 quando, libero Comune, esercita la sua funzione di cerniera per l'Italia centrale tra il versante adriatico e quello tirrenico. Arricchitasi coi commerci e soprattutto con la lavorazione delle lane, la città si abbellisce di monumenti, tra cui l'imponente cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, riedificata su di una più antica struttura dal 1223 al 1305. I suoi quattro portali, quello della facciata dovuto a Rainaldo D'Atri e i tre sul fianco destro (il primo dello stesso Rainaldo, i due successivi di Raimondo di Poggio) restano i prototipi dell'architettura religiosa abruzzese del Trecento.

L'interno a tre navate ha pareti affrescate nel '400 da Andrea Delitio, che nell'abside ha rappresentato "Le storie di Maria" con un gusto neogotico evidente nell'eleganza allungata delle figure. Sul fianco sinistro s'innalza il campanile romanico con un coronamento ottagonale a cuspide maiolicato. Dietro la Cattedrale si apre il chiostro quadrangolare, costruito all'inizio del '200 dai Cistercensi, dal quale si accede al Museo Capitolare che raccoglie oreficerie, ceramiche e sculture lignee; e alla Conserva d'acqua ricavata da un'antica cisterna che probabilmente alimentava le terme in epoca romana.

Sempre ad epoca romana risalgono i resti di una "fullonica", locale adibito a lavanderia, come testimonia la presenza di grandi vasi di terracotta, visibili nella piazza antistante la cattedrale. Il borgo medioevale di Atri si dipana in un reticolo di viuzze che rimandano a continue testimonianze del '200, sia pure sepolte dagli interventi successivi, come il portale della chiesa di San Nicola, la primitiva chiesa di Santa Chiara, la chiesa di Sant'Andrea la cui facciata è di Rainaldo, e l'Ospedale dei Proietti.




Prendendo, allo svincolo di Pescara, l'autostrada A24 (Pescara-Roma) si giunge poi a Torre de' Passeri, nella valle del fiume Pescara, dove si erge il complesso abbaziale di San Clemente a Casauria. Dell'antico monastero benedettino fondato dall'imperatore Ludovico nell'871 per adempiere un voto formulato durante la sua prigionia nel Ducato di Benevento, resta solo il pianterreno. La chiesa abbaziale invece sorge intatta nella forma conferitale nel XII secolo e custodisce le ossa di San Clemente Martire e papa, da cui l'abbazia prende il nome.

L'imponente facciata ha il portale mediano con battenti in bronzo del 1192. L'interno, a tre navate, presenta in quella centrale un bel pergamo del XII secolo su quattro colonne e formelle riccamente decorate. Coevo il bel candelabro per il cero pasquale. L'altare dell'abside, coronato da un ciborio quattrocentesco, è costituito da un sarcofago paleocristiano. Il complesso è immerso nel verde di un parco che accresce la suggestione del luogo.

Riprendendo la via del mare si incontra Ortona (Chieti). Alto sul promontorio, a picco sul mare, il castello Aragonese testimonia l'importanza che ebbe la città, quale porto della costiera abruzzese. Intorno al castello sorge il quartiere di Terravecchia, nucleo primitivo di Ortona, sviluppatosi in età romana e poi medioevale. Qui fu edificata la cattedrale dedicata nel 1258 a San Tommaso e ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, come la maggior parte della città, distrutta dalla battaglia del dicembre 1943. Fortunatamente illeso il palazzo Farnese, sulla passeggiata orientale. Edificato su disegno di Giacomo Della Porta, ospita la Pinacoteca Comunale Michele Cascella, con opere di Michele, Tommaso e Basilio Cascella.

Da Ortona a Vasto (Chieti). Di origine illirica, divenuta municipio romano col nome di Histonium, su di un promontorio prospiciente l'Adriatico, il vecchio nucleo urbano è arroccato dentro il perimetro delle mura di cui restano quattro porte: Porta Palazzo, Porta Santa Maria, Porta Castello, Porta Nuova. Lo sviluppo attuale, iniziato nell'ultimo dopoguerra, è dovuto al nuovo ruolo di stazione balneare e all'insediamento industriale.

nell'aggregato medioevale dell'antico borgo tra viuzze, piazze e larghetti, numerose le testimonianze del passato, spesso inglobate in costruzioni più recenti. Così la facciata romanicogotica della cattedrale, col bel portale e il rosone traforato, elevata nel 1293 è inglobata in un edificio tardo trecentesco di maggiore altezza. Di fianco alla chiesa, il palazzo d'Avola, ricostruito in forme tardo rinascimentali su di un precedente edificio del Trecento; la piazza Rossetti, dedicata al poeta Gabriele Rossetti, ricalca la curva di un preesistente anfiteatro romano, eredità urbanistica dell'antica Histonium.

Abitazioni civili si abbarbicano alla base del torrione cilindrico del castello Caldoresco o della Torre di Bassano. Palazzetti seicenteschi di architettura gentilizia mostrano ancora le loro eleganti facciate, alternate a quelle più sobrie delle chiese, in un compenetrarsi di stili armonioso e suggestivo.