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Cucina in Sardegna


Gastronomia Sarda

Gastronomia e cucina sarda

Un viaggio in Sardegna tra resti medioevali, architetture e miniere abbandonate con il profumo di mare della bottarga e del musciame, il gusto di terra della suppressada e del fiore sardo, e il folklore della festa del pane di sapa e degli anicini. E soprattutto, molte occasioni occasioni per apprezzare i vini Doc della provincia di Cagliari e del Sulcis.

• A Cagliari dove si può far visita alla duecentesca cattedrale di Santa Maria, e alla torre dell'Elefante in stile medioevale o provare i gustosissimi pastissus, tortine con pasta di mandorle guarnite con glassa, preparate a Natale o in occasione di altre feste; il pane di sapa, dolce a base di sapa mosto cotto consumato per la festa di Ognissanti, e gli ossus, dolci di mandorle tostate, albumi, zucchero, limone, cannella.

• A Maracalagonis potete fare una visita al Museo Archeologico nazionale, importantissimo per capire le origini storiche della Sardegna, e assaporare una gustosissima: sa suppressada un salume di carne e lardo suini tagliati a pezzi, insaporiti con sale e aromi, insaccati in budello e messi a stagionare per circa un mese e sa mustela, salume tipo salsiccia, da consumarsi fresco o stagionato; Sa mustela fresca è gustosissima fritta o arrosto; mentre stagionata, è un ottimo antipasto.

Iglesias, è una città dalla quale fino al XVI secolo, si estraeva l'argento. Si può visitare la cattedrale romanogotica di Santa Chiara e gustate il fiore sardo: latte di pecora, caglio d'agnello, per la produzione du un formaggio che, a seconda della stagionatura, è da tavola o da grattugiare.

Gonnesa dove si possono acquistare gli anicini, un dolce da forno a base di farina, uova, zucchero, strutto, lievito e semi d'anice. Oppure bere il delizioso Doc del Carignano del Sulcis, che si estende fino a comprendere le isole di San Pietro e Sant'Antioco.




• A Carbonia, città con architetture degli anni '30, si può regalare al palato la deliziosa ricotta salata prodotta con siero di latte di pecora. Da consumarsi fresca, o stagionata per venti o trenta giorni se è usata come formaggio da tavola o più a lungo se è usata grattugiata.

Sant'Antioco, dove si possono visitare i resti feniciopunici, e assaporare il tonno preparato a bottarga, musciame e cuore di tonno. Gustosissima la cucina di Carloforte, proveniente da liguri e arabi.

Il Tonno ha fatto l'uovo
La bottarga è la sacca ovarica del tonno, del muggine o cefalo essiccata e conservata sotto sale. Il nome di questa prelibatezza viene dall'arabo batarik. Viene consumata tagliata a fettine sottili spalmata sul pane o grattugiata, per condire la pasta.

Le bottarghe sarde di muggine di Cabras e quella di tonno prodotte nei comuni di Sant'Antioco, Portoscuso e Carloforte, sono di ottima qualità. Purtroppo, la possibilità di gustare questa specialità rischia di diventare sempre più rara.