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Le gole profonde di Supramonte

Oliena e Orgosolo portano al Supramonte, un vasto altopiano di calcareo dolomitico che si sviluppa anche nel territorio di Urzulei e nell'entroterra comunale di Dorgali e Baunei. È la più estesa area disabitata e selvaggia della Sardegna e d'Italia, costituita da successioni di alture che cadono nei solchi profondi dei torrenti che spesso scorrono sotterranei, con la presenza di fenomeni carsici, come grotte, doline e campi solcati.

Il Supramonte è da sempre un luogo isolato dal contesto sociale, questo isolamento è la causa del banditismo. Le visite di questi luoghi, nel quale è facile perdersi e trovarsi in difficoltà, deve essere fatta accompagnati da una guida locale. Si potranno in tal modo ammirare: la dolina di Su Suercone (la "grande ascella"), dal fondo ricoperto da un bosco di tassi; la gola di Su Gorropu, dove passa il rio Flumineddu che scorre attraverso strettissime pareti calcaree, colorate dai minerali trasportati dalle acque meteoriche. Nella parte bassa del torrente sono presenti grandi massi e boschetti di oleandri, con salici e ontani, con paesaggi primitivi stupendi.

Mervaigliosa è anche la voragine del monte Tìscali, nata da uno sprofondamento del territorio, al cui interno vi sono i ruderi di un villaggio nuragico. All'interno dell'area del Supramonte sono presenti boschi di lecci e tassi divenuti impenetrabili. Estese foreste posizionate sul versante sinistro del rio Flumineddu come la foresta di Sa Pruna, che annovera lecci, frassini e macchia mediterranea e nel settore sud del Supramonte di Orgosolo la foresta di Montes, con enormi lecci e alberi di rimboschimento.

La flora annovera vegetali quali l'Aquilegia nuragica o aquilegia di Gorropu, che vive soltanto nella gola omonima, sulle pareti più inaccessibili. Vi sono anche il ribes del Corrasi (Ribes sardoum) e il pruno del Supramonte (Prunus prostrata).

La fauna annovera la martora, il ghiro e il gatto selvatico. Sono molti i rapaci, come aquila reale e l'avvoltoio.

Poco distante dal bacino artificiale Alto del Flumendosa, ritroviamo il Gennargentu, che in dialetto sardo significa "porta del vento", proprio perchè responsabile delle correnti di area dell'isola. Il suo aspetto "appenninico", con alture arrotondate e profili dolci, annovera estesi pascoli con boschi di lecci, roverelle, tassi nel bosco Tedderieddu, con alcuni esemplari secolari.




La flora annovera il cardo spinoso Lamyropsis microcephala, il ranno mandorlino Rhamnus persicifolia e la felce Cystopteris dickeiana.

La fauna è rappresentata dal muflone, che vive in branchi. Ma anche da cinghiali, lepri, donnole, martore e gatti selvatici. Molti anche qui i rapaci,come l'aquila reale, il grifone, lo sparviero e l'astore. Tra i rettili e anfibi ritroviamo la rana Discoglossus sardus e la lucertola di Bedriaga (Archaeolacerta bedriagae).