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La festa della Madonna del Monte e Santa Rosa


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La festa della Madonna del Monte e Santa Rosa

Madonna del Monte

La festa della Madonna del Monte e Santa Rosa


Nel Settembre del 1258 una ragazzina parsa alquanto strana, Rosa, morì a soli 17 anni. La gente prese a considerarla Santa, prima ancora che fosse la Chiesa a riconoscerne la Santità.

Il suo corpo venne trasportato dalla Santa Maria del Poggio, dove era sepolto, fino al monastero delle Clarisse, ce lo aveva rifiutato quando ancora era in vita. Quattro cardinali la portarono in spalla, con il pontefice Alessandro IV che seguiva il corteo.

La città di Viterbo ha rievocato questo trasporto per secoli, con un baldacchino prezioso. Dal 1664 invece, un voto effettuato dalla popolazione per la fine dell'epidemia di peste, portò alla realizzazione di un immensa macchina dall'altezza di 30 metri e con un peso di 50 quintali, con in cima ad essa la statua di Santa Rosa. 150 facchini volontari, che hanno superato una prova di forza e di carico, facenti parte del Sodalizio di Santa Rosa, trasportano a spalla la macchina.

La festa di Santa Rosa si celebra il 3 settembre. La città resta al buio ed illuminata soltanto dai lumini che, a migliaia, sono posti sotto la macchina di Santa Rosa. I facchini sono vestiti di bianco con una fascia rossa. La macchina viene trasportata per le vie della città, compiendo poi una girata considerata di buon auspicio. Giunti ai piedi dello stradone che porta alla Chiesa, i facchini si lanciano in una veloce corsa di 100 metri, lungo la salita, al termine della quale ricevono l'applauso fragoroso della folla.

La festa della Madonna del Monte era festeggiata a Marta fino al 1704, sul lago di Bolsena.A seguito di una disputa tra i Padri minori del santuario ed il cardinale Antonio Barbarigo divise la popolazione, che si schierò con i grati. Il 14 maggio del 1704 la popolazione invase la Chiesa ripetendo la passata per tre volte. Le passate continuarono per anni, con una certa tolleranza da parte della Chiesa. Le tre rituali passate sono ancora svolte, così come la processione dei lavoratori, con canti e lanci di Ginestre.




La Sagra delle Torce che si tiene a Sonnino (Latina) la vigilia dell'Ascensione ricorda i tempi in cui la zona era infestata dai briganti ed era necessario vigilare sul territorio. Oggi come allora gli abitanti, armati di torce, si recano in ricognizione notturna ai confini comunali. A un segnale convenuto le torce, a centinaia, vengono accese contemporaneamente, illuminando i bordi del comune fino all'alba, quando il sindaco riporta la gente in paese. La festa continua quindi con una gran mangiata di lumache, che in dialetto si chiamano sciammotte.