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Arte ad Ancona


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Ancona e il suo arco sul mare

Furono le comunità picene, sin dal IV secolo avanti Cristo, a frequentare i colli sui quali sorge la città di Ancona, con il suo porto antichissimo. Fu Dionisio I di Siracusa a fondarvi una colonia greca che, nel 295 avanti Cristo, passò alla coorte dei Romani. In quel periodo, gli apporti coloniali di Marco Antonio e di Augusto, contribuirono ad ingrandire la città ed il suo porto.

I tratti delle mura in blocchi di tufo squadrati, ancor visibili sul colle Guasco rappresentano le tracce più antiche delle opere murarie umane ad Ancona. Così come lo sono i resti del tempio italico risalente al III secolo a.c. che oggi è sovrastato dalla Basilica di San Ciriaco.

A poca distanza è visibile l'anfiteatro, di notevoli dimensioni, risalente al I secolo d.c. e successivamente ampliato e modificato.

nella moderna città sono affiorati resti murari in diversi punti, relativi a un complesso termale e ad alcune domus.




Il monumento meglio conservato e più integro testimoniante la Romanità di Ancona èl'arco di Traiano. L'arco di Traiano è stato innalzato nel 115 d.C. come segno di buon auspicio per la realizzazione dell'ampliamento del porto.

Alto e stretto, collocato su un podio e visibile dal mare, presenta due coppie di colonne corinzie che inquadrano l'unico fornice; l'attico è decorato con un gruppo statuario.

L'eleganza delle forme lo fa attribuire ad Apollodoro di Damasco, architetto ufficiale dell'imperatore. Nei pressi dell'anfiteatro, il Museo Nazionale delle Marche conserva una grande quantità di reperti archeologici, dalla preistoria all'età barbarica.