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Comune di Brindisi

Puglia

Brindisi città e provincia

Città della Puglia, capoluogo dell' omonima provincia, con 76.612 abitanti Il territorio comunale, ampio 328,3 kmq, conta 70.657 abitanti (81.893 nel 1971). Sorge su una penisoletta tra due seni di mare, chiamati di Levante e di Ponente, comunicanti attraverso il canale Pigonati con il mare aperto, dove si trova la vicina isola di Sant'Andrea. Ha un aspetto moderno con vie e piazze spaziose; la parte più antica è isolata a Nordest, mentre i quartieri residenziali (Casale, frazioni Cappuccini, Commenda, Perrino) circondano l'intero abitato. Il territorio, ottimo suolo agrario, produce cereali, olive, uva, ortaggi, che costituiscono la materia prima di ben attrezzate industrie enologiche, di conserve alimentari e di un'intensa attività commerciale verso l'Oriente mediterraneo.

Il porto costituisce il più importante approdo d'Italia per le comunicazioni con la Grecia, effettuate anche con navi traghetto.

Storia. Una tradizione la vuole fondata dall' eroe Diomede di ritorno da Troia, un'altra dai Cretesi di Cnosso. Ma probabilmente Brundisium fu un centro di origine illirica. A lungo in lotta con Taranto, fu presa dai Romani nel 266 a. C., che vi dedussero una colonia, base di espansione verso l'Oriente. Dopo la battaglia di Canne (216 a. C.), fu con Taranto luogo dell' estrema resistenza ad Annibale. Unita a Roma dalla via Appia, di cui fu il punto terminale a sud, divenne municipio dopo la guerra sociale e dotata da Silla dell'immunità (83 a. C.).



A Brindisi, nel 40 a. C., avvenne la riconciliazione fra Ottaviano e Marco Antonio (foedus brundisinum): nel 19 a. C. vi morì Virgilio. Diede i natali al poeta Pacuvio. Sede vescovile forse fin dal sec. II, fu più volte saccheggiata nell'Alto Medioevo dai vari dominatori della penisola e dai Saraceni; a questi ultimi la ritolse definilivamente l'imperatore Ludovico II (868).

Seguì un periodo di decadenza in cui Brindisi fu dominata dai Bizantini e coinvolta nelle lotte fra questi e i duchi di Benevento; ma, con la conquista normanna (1071), operata da Roberto il Guiscardo, la città rifiori, divenendo un importante porto d'imbarco per le truppe crociate. Sotto le dominazioni sveva e angioina, ebbe un grande arsenale e venne valorizzata come centro strategico; feudo di Raimondo Orsini del Balzo dal 1383 e fedelissima agli Aragonesi, nel corso del secolo XV fu coinvolta nelle sanguinose lotte per la successione al regno di Napoli.

Nel 1456 un terremoto la distrusse quasi completamente. Dal 1496 al 1509 appartenne ai Veneziani. Rioccupata dagli Spagnoli, partecipò ai moti masanielliani del 1647-48. Il governo borbonico la favorì economicamente sia nell' età delle riforme Caroline (1744-59) sia dopo la Restaurazione. Poco favorita dai governi napoleonici (1806-15), ebbe nuovo impulso dal restaurato governo borbonico di Ferdinando I, che ripristinò il porto e bonificò le zone paludose.

Annessa all'Italia con plebiscito del 22 ottobre 1860, successivo alla spedizione dei Mille, fu trasformata in base navale militare. Durante la prima guerra mondiale fu centro delle operazioni navali nel basso Adriatico, a cui si deve il salvataggio dei resti dell'esercito serbo, sconfitto dagli Austriaci (novembre 1915).

Durante la seconda guerra mondiale, il re Vittorio Emanuele III e il maresciallo Pietro Badoglio (10 settembre 1943) vi si rifugiarono, insediandovi il legittimo governo italiano, sotto la protezione degli Alleati.

Urbanistica e Monumenti. Nonostante il suo ricco passato romano e l'importanza che mantenne nel Medioevo, di cui rimangono numerosi monumenti, la città presenta oggi un aspetto prevalentemente moderno. Risalgono all'epoca imperiale romana il foro, le terme, un tempio e una delle due colonne poste a indicare il termine della via Appia, con importante capitello composito istoriato, attribuito al secolo III d. C.

Brindisi appartengono molti edifici, purtroppo per la maggior parte deteriorati dai terremoti o dai restauri. Fra essi, notevole la cattedrale, ricostruita nel sec. XVII, della cui originaria costruzione del sec. XII rimangono resti dell'abside e di mosaici pavimentali; la Rotonda dei Templari (San Giovanni al Sepolcro, secoli XI-XII), originale costruzione pervenutaci quasi intatta e ora sede di museo; San Benedetto, chiesa della fine del secolo XI (portale sul fianco sinistro, campanile, chiostro del convento), restaurata dal secolo XVI in poi; SS. Trinità o Santa Lucia, quasi completamente rifatta, ma con cripta del secolo XI e con notevoli affreschi: alcuni del secolo XII d'impronta bizantineggiante, altri attribuiti ai secoli XIII-XIV.

La chiesa del Cristo, con la facciata a due colori, conserva nell'interno una Madonna in trono e due crocifissi lignei del 1000. La chiesa di San Paolo, sorta in linee gotiche, è stata poi trasformata dal Barocco. Il castello di Brindisi ha una tipica impostazione normanna (risale infatti a Federico II, 1227); è di forma quadrata con torrioni cilindrici angolari e fu rimaneggiato in seguito dagli Aragonesi e ingrandito da Carlo V.

Ancora da ricordare la Zecca angioina, con resti di mura e forte del secolo XIII; il palazzo Balsamo, di forme gotiche (sec. XIV); la chiesa di Santa Teresa, barocca; il palazzo Granafei, anch' esso barocco, e il palazzo del seminario, costruito nel 1700.

Il museo provinciale F. Ribezzo conserva notevoli collezioni di antichità.

Provincia di Brindisi. Ampia 1.838 kmq, con una popolazione di 366.027 abitanti, distribuita in 20 comuni, parte sulle pendici delle Murge, parte nella pianura. Sulla costa vi è il solo caplg. Il territorio è fertilissimo, perché costituito di suoli derivanti dalla dissoluzione di calcari e produce soprattutto uva, olive nelle zone pianeggianti, cereali nella parte più alta delle Murge e presso il mare, ortaggi nel resto. L'attività peschereccia è praticata da oltre 2000 uomini. Tra le industrie di maggiore importanza, le alimentari.