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Coppa Placci


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Coppa Placci

Coppa Placci

E' stata presentata nella Sala delle Esposizioni della Cooperativa Ceramica di Imola la Coppa Placci, in programma a settembre su un percorso, in parte del tutto inedito e molto invitante, da San Marino ad Imola 3elle: "Sarà un'edizione del tutto nuova - ha spiegato il presidente dell'US Imolese Virglio Rossi - che, nel rispetto della lunga tradizione, proporrà la Coppa Placci come un evento ancora più in linea con le aspettative degli sportivi d'oggi; un esempio per i piccoli organizzatori in Italia alla ricerca della migliore vetrina per la propria corsa. Abbiamo curato in modo particolare alcuni aspetti organizzativi che pongono la Coppa Placci in una prospettiva diversa nel panorama organizzativo italiano".

Oltre alle nuove caratteristiche organizzative la Coppa Placci si propone quale importante test in vista dei campionati del mondo in programma poche settimane dopo l'appuntamento imolese: "Il cittì Franco Ballerini - ha sottolineato il presidente Rossi - ci ha invitato ad inserire un'ulteriore difficoltà nel finale e selezionare così gli atleti. Per questo motivo nel percorso della Placci fa la comparsa l'inedita salita per Via di Nola; una salita non lunga e non impossibile che però misurerà i corridori anche perchè andrà ripetuta quattro volte prima dell'arrivo in via Togliatti a Imola in zona 3elle".

Quale madrina della presentazione e della Coppa Placci a Imola è intervenuta Morena Tartagni, la pluricampionessa italiana di ciclismo, originaria di Predappio (FO) che ad Imola, nel campionato del mondo 1968, conquistò la medaglia di bronzo nella prova in linea.

Numerosi gli interventi registrati nel corso della presentazione. Stefano Bolognini, presidente della Cooperativa Ceramica D'Imola, ha sottolineato le caratteristiche che uniscono lo sport e il lavoro d'impresa. "Sport e impresa hanno in comune numerosi fattori, quali il valore della competizione, il valore delle persone e quello del lavoro di squadra".

Morena Tartagni, a cui il maestro Mauro Andrea ha dedicato l'opera dal nome "Imola 1968", si è detta felice di essere la madrina di una competizione importante come la Coppa Placci. "Io a quel tempo riusci a far capire che anche per le donne il ciclismo poteva essere una disciplina sportiva interessante".

Virgilio Rossi ha ricordato che la Coppa Placci cade in un anno con due ricorrenze di prestigio; i 40 anni dal mondiale di Imola e i 100 anni dalla fondazione della 3elle, l'azienda che da alcune stagioni assicura il proprio impegno alla manifestazione.




Daniele Manca, sindaco di Imola, che ha messo l'accento sul legame tra Imola e il ciclismo: "La nostra città ha una forte vocazione per la bicicletta, un rapporto non solo storico ma attuale e in piena salute. Imola si candida ad ospitare altri eventi nazionali e internazionali di ciclismo già dal 2009".

Il percorso della Coppa Placci
Dopo aver lasciato la splendida Repubblica di San Marino, la Coppa Placci incontra le prime brevi salite della giornata; quella di Carpineta verso Saiano e Bertinoro, quest’ultima sede del primo dei cinque GPM previsti lungo il tragitto.

Prima, al km 9, il TV posto di fronte all’azienda Fratelli Anelli darà vita ad un’altra speciale classifica con gli sprint intermedi di Forlì e Solarolo. Dopo Bertinoro, i corridori lasceranno i colli cesenati per immettersi sulla via Emilia: Forlimpopoli, Forlì e Faenza, questi i centri principali attraversati dal lungo serpentone di mezzi e ciclisti impegnati nella corsa.

A Faenza, si saluta la via Emilia per raggiungere i piccoli centri di Solarolo, Bagnara e Mordano per puntare dritti verso le prime colline che sanciscono l’inizio della vallata del Santerno; i chilometri percorsi sono 114,4 e a questo punto eccoci entrati in quello che sarà l’epilogo della 58° edizione della corsa, simbolo sportivo dell’intera città di Imola.

Primo passaggio nell’area 3elle lungo via Lasie e attraversando la zona esterna della città si giunge sulla riva destra del fiume Santerno in via Codrignano. Dopo 1,7 km la corsa si inerpica all’improvviso su per via di Nola; un chilometro di salita da affrontare irti sui pedali sfidando le pendenze che in alcuni tratti superano abbondantemente il 17%. A questo punto la corsa sfiora le mura dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari che apre i suoi cancelli alla variante alta per far lanciare i corridori lungo la discesa della curva Rivazza ed uscire successivamente dalla zona dei box. Ponte sul Fiume Santerno, altro attraversamento esterno della città fino a giungere in prossimità del traguardo, posto nell’ormai collaudato rettilineo di via Togliatti.

Il circuito sarà ripetuto 4 volte e i chilometri complessivi della gara risulteranno essere 200.