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Tarquinia

Bomarzo e Tarquinia, origini e testimonianze romane

Bomarzo, nell'attuale provincia di Viterbo, è un borgo arroccato su un colle, realizzati in semplici edifici di origine medioevale, arrampicato su strade tortuose e piccole. Il palazzo Orsini capeggia in cima, dominando tutta la valle del Tevere.

Scendendo a valle, troviamo le terrazze digradanti che scendono verso il fondovalle. Sono definite I Mostri quelle statue scolpite su massi di tufo che raffigurano animali, figure mitologiche e fontane con simpatici giochi d'acqua. L'effetto che ne risulta, a Bomarzo, è un complesso itinerario che sa fondere la natura, l'architettura antica e le opere di scultura.

Caprarola, sempre in provincia di Viterbo, è adagiata sul versante ad oriente dei monti Cimini, dominata dal Palazzo Farnese, opera del Vignola, secolo XVI, realizzata sopra le fondamenta di una rocca pentagonale realizzata, a suo tempo, da Antonio da Sangallo il Giovane e che richiama fortemente quella realizzata a Civita Castellana. La fortezza viene trasformata dal Vignola in un elegante residenza inserita in uno scenario suggestivo, tagliando l'asse dell'originario borgo primitivo, con soluzioni tecniche di accesso sopraelevate di difficile realizzazione anche ai nostri giorni.




Le rampe di accesso al palazzo sono maestose, mentre internamente, la Scala Regia, a spirale, è sostenuta da colonne doriche binate. Questa scala, da sola, rappresenta una delle opere principali del Vignola. La sala dei Fasti Farnesiani è la parte più ricca, con dipinti di Taddeo Zuccari mentre, sul retro, c'è un parco costernato da una sequenza di statue e fontane, oltre ad una palazzina realizzata da Jacopo del Duca, con affreschi vari e ben conservati.

Tarquinia prese questo nome nel 1872, quando, in seguito a ritrovamenti archeologici risalenti al XIX secolo nella zona ove sorgeva Tarxunta, cittadina etrusca sullo sbocco al mare del fiume Marta, nei pressi di Corneto. Il borgo antico, il cui insediamento originario risale al VII secondo, è uno straordinario scenario composto da torri, palazzi e abitazioni antiche si inseriscono in un contesto tipicamente medioevale.

La Chiesa di Santa Maria di Castello, con architettura romanica, mosaici pavimentali ed arredi di pregio, è stata riccamente arredata e ornata nel 1.400, grazie alla signoria dei Vitelleschi che qui dimorarono. Gli interventi edilizi che si sono susseguiti mostrano una costante attenzione dei pontefici per la città. Ne è simbolo il palazzo Vitelleschi, costruzione ottenuta dall'accorpamento di edifici precedenti. Voluto dal cardinale Giovanni Vitelleschi (143639), riunisce elementi gotici e rinascimentali. All'interno, splendido cortile porticato su due lati.