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Le feste di Porto Recanati, Fermo e Porto S.Elpidio

A Porto Recanati si celebra annualmente una processione di origine medioevale, con la Bara de notte, dove la bara è una macchina di legno, alta circa cinque metri, allestita ogni anno da un artigiano al quale, generazione dopo generazione, è stato tramandato il segreto del montaggio.

Il Venerdì Santo, dopo la funzione, il simulacro del Cristo morto vi viene adagiato e la bara è portata in processione da dodici pescatori scalzi, detti sciabegatti dal nome sciabica, cioè la rete da pesca. Il pescatore più anziano indica la direzione, usando un linguaggio prettamente marinaro, e comanda le soste con un'Ave Maria.

Il corteo è accompagnato da una croce lignea, sulla quale sono attaccati gli strumenti della Passione, i tre Giudei (Gesù e i ladroni), anch'essi pescatori, bambini con in mano una candela e i rappresentanti delle Confraterni te religiose. La mancata uscita della "bara" è considerata portatrice di sfortuna dalla gente del posto. Superstizione? Sta di fatto che nei due anni in cui non ha fatto la sua comparsa, sono scoppiate la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.

Tra le feste che ai celebrano per rappresentare la vita agreste e che prendono origine da antichi rituali, quando le primizie della terra erano offerte alla dea Cerere o a Maia perché propiziassero raccolti abbondanti, troviamo: a Petritoli la Festa delle Cave, ossia i covoni di grano, è dedicata alla Madonna della Misericordia per la benedizione del prodotto più importante del lavoro contadino. La mattina sfilano le forosette, le ragazzine del luogo col costume tradizionale e le canestrelle piene di spighe. Nel pomeriggio arrivano i carri con le cave: una volta trainati da buoi e oggi dai trattori, sono decorati con fronde, frutta e bacche. Dopo la benedizione viene premiato sulla piazza principale il carro più bello .

La Cavalcata dell'Assunta di Fermo ha origini storiche: un documento del 1182 testimonia l'obbligo di offrire alla città di Fermo un Palio per l'Assunta; devono partecipare Castelli di Monterubbiano, Montotto e Cuccure. L'atto aveva un significato politico oltre che religioso: voleva dimostrare la supremazia di Fermo.

Negli statuti della città venivano indicate le norme per lo svolgimento dei giochi, oltre che della processione. Nel pomeriggio della Festa dell'Assunta dieci cavalli e cavalieri di dieci contrade (sei di Fermo, Castello, Pila, San Martino, Fiorenza, San Bartolomeo, Campolege, e quattro del circondario, Torre di Palme, Campiglione, Capodarco, Molini Girola) si affrontano nelle eliminatorie. Solo gli ultimi quattro, infatti, si contendono nella finale lo stendardo, perché le strette stradine risulterebbero troppo pericolose per il galoppo sfrenato di tutti i cavalli.




A Sant'Elpidio a Mare la Contesa del Secchia rievoca una vicenda di epoca medioevale, quando le donne che attingevano l'acqua dal pozzo davanti al palazzo dei Priori litigavano furiosamente per la precedenza. Il Comune decise allora di fissare l'ordine di priorità tra le quattro contrade del luogo con una gara: lo "jocu de lu pozzu". Oggi la festa prevede che il sabato precedente la gara ci siano l'elezione e la solenne investitura del Capitano, che controllerà il regolare svolgimento del gioco.

La domenica si affrontano le quattro contrade San Giovanni, Sant'Elpidio, San Martino, Santa Maria che si contendono "il secchia", fatto calare nel pozzo dal mossiere. Ogni squadra, composta da sei giocatori, cerca di mandare, prima degli avversari, il pallone nel pozzo. In un misto di rugby e pallacanestro che accende violentemente le tifoserie. La contrada vincente custodisce il secchia per un anno.

A Urbino si svolge la Festa del Duca, dove il duca a cui è dedicata è il grande principe umanista Federico da Montefeltro, che rese splendida la città. La festa è annunciata dall'araldo al rullo dei tamburi e per le vie si riversano giullari, buffoni, arcieri e sbandieratori. Una rievocazione storica di episodi della vita delle Signorie da Montefeltro e Della Rovere si svolge attraverso quadri figurati di personaggi che vestono costumi ispirati a dipinti di Raffaello e Piero della Francesca.

La festa si conclude con lo svolgimento del Torneo della Cortegiana, durante il quale ogni cavaliere gareggia in onore di una dama della corte. L'abilità del gioco consiste nell'infilare per tre volte di seguito una lancia in un anello dal diametro che si riduce sempre più ad ogni passaggio.