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Comune e provincia di Perugia


Umbria >> Comuni in provincia di Perugia

Città di Perugia

Umbria

Perugia città e provincia

(ant. o poet. Peròscia; lat. Perusia). Città dell'Umbria, capoluogo di provincia, con 65.975 abitanti (1991), situata a 493 metri di altezza in posizione elevata nella Valle Tiberina. Al centro delle comunicazioni tra la Toscana (Val di Chiana), il Lazio, l'Emilia e le Marche, la città, di antichissime origini umbre, conserva resti etruschi e romani. Esistono tuttora, nella parte più alta di Perugia, quartieri medievali dalle strade strette e tortuose e dalle case piccole e addossate. La parte moderna della città si è sviluppata soprattutto nelle numerose articolazioni appendicolari del colle.

E' sede di un'università di Stato e di un'università per stranieri, molto frequentata e di fama europea. Centro commerciale dei prodotti agricoli dell'Umbria, Perugia possiede anche numerose industrie: alimentari (dolci, pasta); molitoria; lanifici; per la lavorazione del legno; per la produzione di attrezzi agricoli. E' meta turistica per i suoi interessanti monumenti. Il territorio comunale, ampio 499,9 kmq, conta 129.921 abitanti (112.511 nel 1991).



Storia. Originariamente città umbra, Perugia divenne etrusca nel sec. V a. C. conglomerata con altre 11 città nella confederazione etrusca. Nel 310 a. C., vinta dai Romani, chiese loro una tregua che non rispettò; successivamente, con la sconfitta subita a Sentina (295), dovette piegarsi a Roma. Durante la guerra annibalica fu fedele a Roma, divenendo, dopo la guerra sociale, municipio. Fu incendiata da Ottaviano durante l'assedio che questi pose alla città, nella quale si era barricato Lucio Antonio (41-40 a. G), ma poi risorse per opera dello stesso Ottaviano.

nell'Alto M.E. Perugia fu dominata dai Bizantini, salvo due brevi periodi in cui fu occupata dai Goti di Totila (547-48) e dai Longobardi (fino alla fine del sec. VI) sotto i quali si trasformò in ducato. Nel sec. VIII entrò a far parte dello Stato della Chiesa. Nel 1186 ottenne da Enrico VI il diritto di nominare i consoli e il dominio sul contado. La visita fatta alla città da Innocenzo III (1198), che vi morì nel 1216, rafforzò i rapporti con il papato.

Travagliata dalle lotte tra Raspanti e Beccherini, la città perdeva l'indipendenza (1370), mentre il malgoverno del vicarìo papale provocava un movimento di ribellione (1376). Nuove lotte civili determinavano infine l'avvento della Signoria: la città passò successivamente dal governo di Biordo Michelotti (1393-98) al dominio di Gian Galeazzo Visconti (1400), a quello del Papa (1403), di Ladislao di Durazzo (1408-14), di Braccio Fortebracci, luogotenente del Papa (1416-24). Infine, nominalmente soggetta al pontefice, fu retta da un' oligarchia nobiliare dominata dai Baglioni.

Conquistata nel 1540 da Paolo III (che vi fece costruire la famosa rocca Paolina), fu annessa allo Stato Pontificio. Dopo una sommossa sanguinosamente repressa dalle truppe pontificie (1859) la città fu occupata dalle truppe del generale Cialdini il 14 settembre 1860; con il successivo plebiscito, dell'ottobre dello stesso anno, votava l'annessione, con tutta l'Umbria, al regno di Vittorio Emanuele II.

Arte. Il nucleo antico e medievale si presenta racchiuso da una possente cinta in opera quadrata di sicura origine etrusca ma di datazione incerta (secc. IV-II a. C.), aperta da sei porte (fra cui l'arco di Augusto). Numerose necropoli etrusche e romane circondano la città a gruppi sparsi. Fra le tombe più interessanti: l'ipogeo di Villa Sperandio, il tempio di San Manno con volte a botte, l'ipogeo dei Volumni, scavato nella roccia a più ambienti, simile a un'abitazione.

Ma il volto architettonico di Perugia è soprattutto medievale. Fra i monumenti: Sant'Angelo, paleocristiana, a pianta centrale del secolo VII e il ciborio di San Prospero, edificio del sec. X con ampliamenti più tardi, San Pietro (sec. X) a pianta basilicale, edificata con materiale di spoglio, e interno quattro-cinquecentesco.

D'età romanica con rimaneggiamenti posteriori sono invece San Ercolano, San Francesco al Prato, Santa Maria Nuova, Sant'Agostino, San Bevignate in cui si palesano i primi accenti di gotico. Il periodo gotico ha lasciato testimonianze in Santa Giuliana con affreschi dei secc. XIII e XIV, in Santa Maria di Monteluce, Santa Maria della Valle, Santi Stefano e Valentino, Sant'Agata; il duomo, con portale dello Alessi, conserva opere di Giuliano da Maiano, Agostino di Duccio, Baroccio, P. Nebbia e altri.

Fra gli edifici pubblici notevoli la casa degli Sciri, forse del sec. XII, il palazzo Comunale e dei Priori, costruzione gotica con ampia scalea a ventaglio, due ordini di trifore e coronamento merlato nella facciata, e ricchi interni decorati ad affresco, la Fontana Maggiore, capolavoro di Nicola e Giovanni Pisano, mentre numerose sono le case e le torri medievali.

Al primo Rinascimento risalgono la porta Sant'Angelo, la loggia di Fortebraccio di F. Fieravanti, l'università vecchia, il palazzo del Capitano del Popolo, il collegio de' Notari, ancora gotico, il collegio della Mercanzia, tardo-gotico, il collegio del Cambio con affreschi del Perugino, l'oratorio di San Bernardino con prospetto dalla ricca decorazione plastica, ex-convento dei Domenicani.

D'età cinquecentesca sono la chiesa del Gesù con affreschi di G. A. Carlone, rinnovata nel sec. XX, Santa Maria del Popolo su progetto di G. Alessi, Sant'Angelo della Pace, la Loggia della torre sinistra dell' Arco di Augusto, la rocca Paolina e il Palazzo del Seminario. Al sec. XVII risalgono il rifacimento della chiesa di San Domenico, originariamente gotica, San Filippo Neri, barocca, Santa Teresa, la sede dell'università per stranieri, il palazzo Donnini, il rifacimento del Vanvitelli del convento e della chiesa degli Olivetani, ecc.

Settecentesco è il teatro Morlacchi, mentre all'800 risalgono tra l'altro: il palazzo del Governo, il teatro Pavone, il palazzo della Banca d'Italia.

Musei. La Galleria nazionale dell'Umbria conserva opere dei maggiori maestri del Trecento e del Rinascimento toscano e umbro. Altri musei sono quello dell'Opera del duomo, il museo archeologico, il museo ipogeo dei Volumni, l'Istituto d'arte e l'Accademia di Belle Arti.

Provincia di Perugia. Ampia 6334 kmq e con 552.936 abitanti (570.149 nel 1991); densità 87 abitanti/kmq, divisa in 59 comuni, comprende l'Umbria settentrionale e centrale. Fino al 1927 si estendeva anche ai territori della Sabina, che costituirono la provincia di Terni, ed ebbe in cambio due comuni di Arezzo.

II suolo è collinoso, ricco di boschi e di prati che favoriscono l'allevamento del bestiame. La principale risorsa è l'agricoltura: cereali, legumi, vite, olivo e tabacco. Le industrie sono situate nei centri principali della provincia (Spoleto, Foligno, Città di Castello). Prodotti dell' artigianato: ricami, ceramiche e lavori in rame e ferro battuto. Miniere di lignite a Spoleto.