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Storia dell'Umbria


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Storia dell'Umbria


Umbria

La storia e la preistoria dell'Umbria


Gli arnesi preistorici trovati in Umbria, per lo più a forma di amigdala, consistono in schegge litiche mousteriane, e provengono dai giacimenti a terrazze del bacino del Tevere e dei suoi affluenti. Resti di stazioni di superficie furono portati alla luce a Torbidone e ad Abeto presso Norcia e consistono in alcuni oggetti con caratteristiche del Paleolitico superiore e in altri tipici del Neolitico e dell'Eneolitico.

Al Paleolitico superiore appartiene il livello inferiore delle caverne dette «Tane del Diavolo» presso Parrano (Orvieto); all'Eneolitico un sepolcro di Poggia Aquilone (Marsciano); alla prima civiltà del ferro vanno ricondotti i sepolcreti di Monteleone di Spoleto e delle acciaierie di Terni.

La regione, abitata dalla popolazione italica degli Umbri, comprendeva in epoca augustea oltre all'od. orient. all'Umbria che rager Gallicus e costituiva la reg. VI. Con l'ordinamento dioclezianeo fu unita all'Etruria con cui formava la prov. di Tuscia et Umbria. Era attraversata dalla via Flaminia. Devastata gravemente nei primi secoli del M. E. dalle invasioni barbariche, la regione fu, a partire dalla fine del sec. VI, divisa in due parti, una longobarda, che formò il ducato di Spoleto, e una bizantina, costituita dal ducato perugina, via di comunicazione tra l'Esarcato e la Pentapoli da una parte e il ducato romano dall'altra.

nel sec. VIII i territori ex-bizantini passarono sotto la sovranità pontificia, che più tardi fu riconosciuta anche dai duchi di Spoleto. Si trattava però di una sovranità puramente teorica, e questa situazione si accentuò ancor più a partire dal sec. XI, quando si sviluppò in Umbria un vigoroso movimento comunale. La riaffermazione della sovranità pontifìcia per opera di Innocenzo III lasciò ai comuni umbri una vastissima autonomia, che poi, nel sec. XIV, nell'età del papato avignonese, divenne quasi indipendenza.

Contemporaneamente sorgevano in Umbria le prime signorie locali e vi intervenivano altri potentati italiani, come Gian Caleazzo Visconti (1400); nessuno però riuscì a creare un dominio vasto e saldo, per cui a partire dal sec. XV il papato potè iniziare definitivamente e con successo l' opera di restaurazione della sua autorità. Lo spirito autonomistico della regione venne definitivamente domato nel 1540 dal Papa Paolo III con la sottomissione di Perugia; successivamente i feudi vennero tutti incamerati dal papato e da allora la storia dell' Umbria seguì le sorti dello Stato della Chiesa.

Restaurato del tutto nel 1814 il dominio pontificio, dopo aver fatto parte, durante il periodo napoleonico dell'impero francese, nel 1831 la regione partecipò attivamente ai moti liberali delle Romagne e nel 1849 aderì alla repubblica romana. Dopo l'occupazione delle truppe austriache, un moto antipontifìcio, scoppiato a Perugia nel 1859, venne crudelmente represso. Occupata nel 1860 dalle truppe piemontesi, l'Umbria entrò a far parte dopo il plebiscito, del regno d'Italia.