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Teatro della Scala


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Il Teatro della Scala di Milano

Il Teatro della Scala di Milano: il più celebre teatro lirico del mondo




Il nome del teatro deriva da quello dell' antica chiesa di Santa Maria della Scala, sulla cui area fu costruito. La Scala a cui si fa liferimento è dunque la famiglia della Scala alla quale apparteneva la fondatrice della chiesa (1381), Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti.



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Il teatro, inaugurato nel 1778 con un melodramma di Antonio Salieri, fu modificato alcune volte nel corso dei suoi due secoli di storia: la sua decorazione, ripristinata dopo i bombardamenti, è opera di Alessandro Sanquirico, mentre il palcoscenico, nella sua versione attuale, risale ai primi decenni di questo secolo.


Semidistrutto nel 1943, il Teatro alla Scala fu il primo monumento cittadino a essere ricostruito, esattamente com'era. Un grande concerto diretto da Arturo Toscanini ne inaugurò la riapertura l'll maggio 1946.


La facciata neo­classica è costituita da un corpo centrale avanzato, davanti al quale è posto un ampio portico a tre arcate, con due ali a terrazza aggiunte posteriormente. In alto, il frontone incornicia un bassorilievo neoclassico.


Il lussuoso Ridotto in marmi bianchi, con specchi e lampadari, contrasta con la sobria facciata, mentre la Sala, a forma di ferro di cavallo, è ornata da stucchi e fregi dorati.




Al centro del soffitto, un gigantesco lampadario di Boemia con 365 lampadine. Sull'enorme palcoscenico possono muoversi fino a 800 comparse. La platea dispone di 770 posti che, sommati a quelli delle due gallerie e dei quattro ordini di palchi, danno una capienza potenziale di 3000 posti.


in pratica, però, per ragioni di sicurezza ne vengono utilizzati solo 2000. La stagione dell'opera si inaugura ogni anno con grande sfarzo il 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio.


Palazzo Marino, attuale sede del Municipio di Milano, il palazzo fu eretto nel 1553 da Galeazzo Alessi.


Per difficoltà economiche, la facciata verso la Scala restò incompiuta e fu terminata da Luca Beltrami nell'Ottocento.


Qui nacque Marianna de Leyva, nipote di Tomaso Marino, il ricco gabelliere che aveva fatto costruire il palazzo: con il nome di Suor Virginia divenne la celebre Monaca di Monza eternata dal Manzoni nei Promessi Sposi.