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Archeologia delle Marche

Marche

Reperti e itinerari archeologici

Lungo l'itinerario della Valle del Potenza, proseguendo fino a San Severino Marche, nei pressi di Pieve di Santa Maria possiamo trovare i resti dell'antica città romana di Septempeda, città fondata dalla comunità romanica dei Velina, che poi venne rasa al suolo dai Visigoti.

L'ingresso della Città è caratterizzato dalla presenza di due torri circolari, anche se le mura circostanti non sono state preservate. Di fronte ai torrioni, trova posto il complesso termale suddiviso in ambienti, con una palestra antica.


Percorrendo la S.S. 502 si raggiunge la valle del Chienti (18 chilometri) e, per la superstrada 77 e il raccordo autostradale della A14, il casello di Macerata ovest (20 chilometri); quindi si perviene agli scavi di Urbs Salvia alle porte di Urbisaglia, passando nei pressi dell'abbazia di Fiastra lungo la S.S. 78 (nove chilometri).

La maggiore area archeologica della regione, nella media valle del Fiastra, già centro piceno e poi colonia romana, distrutto da Alarico nel 409 d.C., conserva le tracce di un'antica grandezza, il cui ricordo è immortalato da Dante nel canto XVI del Paradiso ("Se tu riguardi Luni e Urbisaglia / come sono ite, e come se ne vanno / ... non ti parrà nova cosa né forte / poscia che le cittadi termine hanno").




L'area a quadrilatero della città antica è circondata da tratti della cerchia muraria, attraversata dalla rete idrica dell'acquedotto che viene tuttora parzialmente utilizzato. Il teatro è della fine del I secolo d.C., addossato alla collina e con un fronte di 104 metri; l'anfiteatro risale al 7576 d.C. e presenta le sue intere strutture su una superficie di 5.000 metri quadrati. Il vicino criptoportico custodisce tre fasce di affreschi di età giulioclaudia (I secolo d.C.) con figure di animali. L'area sacra comprende due templi, mentre sulla parte alta del colle un serbatoio d'acqua e un edificio a nicchioni sono i resti murari più evidenti.