comuni italiani

Barletta Jazz Festival


Puglia >>

Barletta Jazz Festival

Barletta

Barletta Jazz Festival

La sesta edizione del Barletta Jazz Festival, kermesse musicale organizzata dal Comune di Barletta e dall’Associazione Played in Italy, al via il prossimo lunedì 7 luglio con il nuovissimo progetto “Est” del sassofonista sardo Enzo Favata che vede riuniti alcuni dei nuovi talenti della musica improvvisata italiana: Danilo Gallo al contrabbasso e samplers, Alfonso Sentimeon al pianoforte acustico, rhodes, live electronics, e U. T. Gandhi alla batteria. Si prosegue martedì 8 luglio con Ben Allison and Man Size Safe. A capitanare la band newyorkese sarà Ben Allison (contrabbasso),  e con lui Ron Horton (tromba), Michael Blake (sax), Steve Cardenas (chitarra), Michael Sarin (batteria). L’ultimo appuntamento vedrà, mercoledì 9 luglio, il progetto musicale “Tribute to A. C. Jobim”, dedicato ad uno dei principali artefici della nascita della Bossa Nova nonché uno dei maggiori creatori di musica del ventesimo secolo. A rendergli omaggio sul palco saliranno Toninho Horta (chitarra), Eddie Gomez (contrabbasso), Claudio Roditi (tromba, flicorno), Maucha Adnet (voce), Helio Alves (pianoforte), Duduka Da Fonseca (batteria).

Tutti i concerti si terranno nell’Arena del Castello Svevo di Barletta con inizio alle 21. 30.

Enzo Favata incontra tre musicisti che lo accompagnano in questa nuova avventura musicale, EST, un magma sonoro che si sviluppa e concretizza in un linguaggio decisamente moderno, derivato da una summa di differenti stili dell’improvvisazione jazz, dalle atmosfere ipnotiche del Davis degli anni settanta ad un mix di jazz europeo con sonorità molto originali e riconducibili alla linea più dura dell’ECM, dove free e jazz rock si fondono in atmosfere elettriche e psichedeliche, insieme alla poesia latina e mediterranea della musica di Favata. Sassofonista, compositore, autore di colonne sonore per la radio e il cinema, Favata è un nome che appartiene alla storia del jazz contemporaneo della Sardegna sviluppatosi a partire dagli ottanta. Fondatore di innumerevoli progetti e formazioni ha dato vita al filone world jazz che ha avuto come centralità la tradizione sarda. Suona i sax tenore, soprano e sopranino, il clarinetto basso, strumenti etnici a fiato, soprattutto della Sardegna. E’ un abile utilizzatore di live electronics che usa insieme agli strumenti acustici; Alfonso Santimone al piano e live electronics è un autentico guru del jazz elettronico. Compositore e arrangiatore ha scritto musica per opere teatrali, cinematografiche e multimediali di vario tipo e negli ultimi anni ha collaborato a vari progetti di musica sperimentale ed elettronica; Danilo Gallo è attualmente uno dei contrabbassisti più richiesti nel panorama della musica improvvisata europea. Oltre al contrabbasso suona anche il basso acustico, la balalaika basso e la balalaika contrabbasso, il basso elettrico. Partecipa a numerosi progetti che spaziano dal jazz alla musica etnica, all’improvvisazione radicale e a diverse collaborazioni che vedono la poesia a fianco della musica; il batterista friulano U. T. Gandhi ha fatto parte per otto anni del quintetto elettrico “Electric Five” di Enrico Rava con il quale ha svolto concerti e tournée in Italia, Europa, Canada e Giappone e si è esibito inoltre con musicisti di fama internazionale quali Richard Galliano, Dave Liebman, Django Bates, Dino Saluzzi, Anja Lechner, Miroslav Vitous Lee Konitz Franco D'Andrea, Massimo Urbani, Gian Luigi Trovesi, Rita Marcotulli e tanti altri.




Il contrabbassista Ben Allison presenta “Man Size Safe”, formazione con cui di recente ha pubblicato per la Palmetto il disco Little Things Rule the World. Ben Allison è sicuramente uno dei musicisti più interessanti e attivi sulla già ricchissima scena di New York: oltre ad essere formidabile contrabbassista, dalla tecnica ricca e sempre personale, e compositore di grande sensibilità, si distingue per un modo peculiare di dirigere l'ensemble che al naturale interplay della musica contrappone spesso un'immagine di forte individualismo dei suoi esponenti. Definito ‘uno degli attuali migliori giovani musicisti jazz’ dal Boston Globe, il contrabbassista del Connecticut ha pubblicato sue composizioni originali in sette albums, in ognuno di quali mette in luce la sua visione lungimirante e progressista come produttore, compositore, arrangiatore e bassista. Ben Allison si è esibito in tutto il mondo accompagnandosi a musicisti del calibro di Ara Dinkjian, all’alto-sassofonista Lee Konitz, fino a citare la leggendaria performance con Joey Arias.

La band, costituita da suoi fedeli collaboratori, presenti in alcuni dei suoi vari progetti musicali (oltre al più recente "Man Size Safe", "Jazz Composers Collective", "Medicine Wheel", "Herbie Nichols Project", "Peace Pipe", "Kush Trio"), offre alcuni dei migliori elementi dell’attuale scena newyorchese: Ron Horton, trombettista eccezionale, si è distinto nella scena newyorkese già dai primi anni Ottanta sia per le sue capacità strumentali che per quelle di compositore ed arrangiatore e per il suo continuo desiderio di espandere i parametri del jazz tanto come leader quanto come sideman; Michael Blake, canadese, sassofonista tenore e soprano dal suono sensuale e aggressivo al tempo stesso, è stato incluso dalla rivista americana Down Beat nella classifica di musicista dell’anno, sassofonista tenore dell’anno e sassofonista soprano dell’anno. Steve Cardenas, uno dei migliori chitarristi oggi attivi, ricopre con grande impegno il ruolo di sostegno armonico e in assolo. Originario del Kansas City, il suo suono, lirico, caldo e le sue acute, improvvisazioni lo pongono nella schiera di giovani musicisti jazz con influenza rock come Pete McCann and Ben Monder; Michael Sarin, un batterista ricco di fantasia, velocissimo, che coniuga sensibilità europea con una forte dinamica americana, ha suonato con i principali esponenti della scena downtown newyorchese.

 

nel cinquantesimo anniversario della nascita della Bossa Nova, il sestetto Tribute to A. C. Jobim propone un omaggio straordinario e coinvolgente a questo grandissimo personaggio, Antonio Carlos Jobim, musicista e compositore che ha saputo realizzare attraverso le sue composizioni una sintesi unica di influenze classiche della musica colta occidentale unite a una profonda conoscenza delle matrici espressive della cultura e della tradizione musicale tipicamente carioca, dando anima e corpo al nuovo genere musicale. Attingeranno al suo vasto repertorio di ormai “classici”, in un viaggio pieno di colori ed emozioni, alcuni tra i musicisti jazz di origine brasiliana che si sono maggiormente affermati sulla scena jazzistica internazionale: Toninho Horta, chitarrista e compositore tra i musicisti brasiliani più conosciuti ed apprezzati nel proprio paese e a livello internazionale. La prima importante partecipazione è nel 1970 dove Toninho accompagna a Rio de Janeiro il grande Tom Jobim e Elis Regina. D'ora in poi Toninho partecipa ai più importanti festival dell'epoca in Brasile, fino ad essere chiamato da Milton Nascimento come chitarrista e come compositore. Nel 1977 la rivista inglese "Melody Maker" lo classifica come miglior chitarrista del mondo. Nel 1985 partecipa al Free Jazz Festival di São Paulo con Toots Thielemans e Bob McFerrin. Dal 1992 si trasferisce negli Stati Uniti dove suona con Herbie Hancock, Keith Jarret, Pat Metheny e Ryuichi Sakamoto; Claudio Roditi trombettista di Rio de Janeiro noto nel mondo del jazz internazionale per le lunghe collaborazioni coi gruppi di Paquito D'Rivera e Dizzy Gillespie, è musicista capace di combinare felicemente elementi post-bop con la concezione ritmica brasiliana in uno stile che unisce potenza e lirismo; Duduka De Fonseca è tra i più considerati batteristi/percussionisti brasiliani del mondo, maestro dei diversi ritmi brasiliani la cui tradizione è riuscito a spingere in nuove direzioni, sviluppando uno stile innovativo e personale, apprezzato dai più grandi musicisti internazionali. Duduka ha inciso dischi importantissimi per oltre cento artisti, del calibro di John Scofield, Claudio Roditi, Phil Woods, Lee Konitz; Helio Alves, pianista e compositore brasiliano, si trasferisce a New York nel 1994 dove inizia a lavorare con Claudio Roditi, Paquito D'Rivera, Dave Samuels, Andy Narell, Oscar Castro Neves, Gato Barbieri, Leny Andrade, Paul Winter, Airto Moreira e Flora Purim. Dal 1995 collabora col leggendario Joe Henderson, suonando in tutti i maggiori jazz festival del mondo e nel pluripremiato CD "Joe Henderson's Big Band" (Verve); Maucha Adnet, corista del maestro negli ultimi anni della sua vita, ha collaborato con Antonio Carlos Jobim e il suo gruppo “Banda Nova” dal 1984 al 1994, partecipando all'incisione di quattro dischi. Ha abitato per diversi anni a New York, esibendosi regolarmente con un proprio gruppo e collaborando tra gli altri con Claudio Roditi, Herbie Mann, Trio da Paz, Oscar Castro Neves, Eliane Elias, Mark Johnson, Wynton Marsalis e la Lincoln Center Jazz Orchestra; infine, il tocco eccellente di Eddie Gomez, uno dei più straordinari contrabbassisti della storia del jazz, impreziosisce ulteriormente questa già eccezionale band.

 

Informazioni:
Tel. 340 73 06 779 – 347 18 18 890

 

Prevendite:

- Botteghino del Castello Svevo – Barletta; Tel. 0883 57 86 21 – 57 86 20


-
Centro Musica – Bari Tel. 080 5211777 - Box Office Feltrinelli – Bari
Tel. 080 52 40 464