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Provincia di Massa e Carrara


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Provincia di Massa e Carrara

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Provincia di Massa e Carrara, industria e turismo

Massa è una città della Toscana, con 56.591 abitanti nel 2005, capoluogo della Provincia di Massa e Carrara, situata a 65 m di altezza allo sbocco in pianura della valle del Frigido, ai piedi delle Alpi Apuane. Il territorio comunale, ampio 93,7 kmq, conta 62.922 abitanti (56.988 nel 1991). E' centro del commercio del marmo.

Storia. Inizialmente (sec. X) feudo ecclesiastico dei vescovi di Luni passò in seguito agli Obertenghi che ne fecero un centro fortificato che fu sotto varie dominazioni finché nel 1442 venne in potestà dei Malaspina. Nel 1620 Ferdinando II diede titolo di città a Massa Ducale, centro eretto nel 1551 da Alberico I Cybo-Malaspina. Dal 1823 sede vescovile.

Urbanistica e Monumenti. La città si divide in vecchia e nuova: quella vecchia presenta vie strette e tortuose, è circondata da mura ed è raggruppata attorno al pastello Malaspina (sec. XV) in collina, mentre il nucleo moderno si apre nel piano dominato dal palazzo Cybo-Malaspina (ampliato nel sec. XVII con prospetto settecentesco) e dal duomo del sec. XV, rinnovato in età neoclassica.

Provincia di Massa e Carrara. Ampia 1156 kmq, conta 200.955 ab. nel 2005 (163.055 nel 1991; densità 173 ab./kmq). E' divisa in 17 comuni. Comprende la valle media e superiore della Magra. il versante orient. delle Alpi Apuane e l'adiacente pianura costiera. Nel territorio, estese le colture di frumento, granoturco, orzo, avena e segale. Importante è l'industria del marmo delle valli apuane

Carrara. Città della Toscana, in prov. di Massa e Carrara, con 56.236 ab., situata a 100 m di alt., tra ridenti colline dominate dalle propaggini nordoccid. delle Alpi Apuane. La parte più antica della città è raccolta su un poggio, quella moderna si estende verso il mare, che dista c. 6 Km, e tende a congiungersi con Avenza e Marina di Carrara.

La maggiore risorsa economica della città è rappresentata dal marmo bianco, famoso in tutto il mondo, che si estrae dalle cave delle Alpi Apuane, e che, lavorato, è esportato ovunque. Le maggiori cave costituiscono altresì una meta molto frequentata dai turisti.

Stazione ferroviaria della linea Roma-Genova ad Avenza. Il territorio comunale, ampio 70,9 kmq e con 64.901 ab. (67.758 nel 1991), è prevalentemente coltivato a vigneti e uliveti. La frazione di Marina di Carrara (10.317 ab.) è località balneare molto frequentata.

Storia. Sorta per lo sviluppo di una curtis de Cararia, nel 963 fu infeudata da Ottone I al vescovo di Luni. Intorno al 1261 divenne indipendente e libero comune. Subì poi la signoria di Castruccio Castracani (1322), e, quindi, di Lucca (1328), dei Visconti dal 1343 al 1402; fu poi dei Malaspina (1473) e da allora seguì le sorti di Massa. Dal 16 dic. 1938 al 1 genn. 1946, unita a Massa e a Montignoso, costituì un unico comune, che prese il nome di Apuania.




Urbanistica e Monumenti. Il monumento più importante è il duomo, antica costruzione medievale, iniziàta nel sec. XI, e compiuta nel sec. XIII. La facciata, gotica con loggia e splendido rosone nella parte superiore, è romanica di stile pisano (sec. XII) nella parte inferiore, che accoglie un bel portale con sculture di maestri emiliani. Questi collaborarono anche ai capitelli del severo interno, dove si trovano un affresco di Bernardino di Antoniazzo Romano (1547) e statue di Clemente da Reggio e del Moschino.

nel battistero si trova un gruppo marmoreo del Trecento, ritenuto francese, ma in cui sono evidenti gli influssi dell' arte senese. Il campanile, iniziato nel 1281, è di tipo ligure. Sono, inoltre, notevoli S. Francesco e il Carmine, la rocca dei Malaspina e vari palazzi.

Marmi di Carrara. Calcari cristallini, del Trias superiore, che costituiscono un grandioso giacimento nelle Alpi Apuane, della potenza di C. 1000 m e dell'estensione di 22 km. In base alla struttura e al colore, si distinguono diverse varietà, più o meno pregiate: lo statuario, di colore bianchissimo, pellucido, di facile lavorabilità allo scalpello; il bianco ordinario, abbondantissimo, di colore bianco con tendenza al grigio-perlaceo; il venato, a fondo bianco con sottili vene turchinonerastre; il bardiglio, a fondo grigio ceruleo (bardiglio chiaro) o grigio turchino (bardiglio cupo), con vene e chiazze biancastre; il paonazzo o paonazzetto, di colore violaceo, con macchie di varia tinta.