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Città di Agrigento


Agrigento

Agrigento, città e provincia

Città della Sicilia meridionale, capoluogo di provincia con 49.213 abitanti situata all'altezza di 230 m, ad 1 km dal fiume Sant'Anna e a 4 km dal Mar di Sicilia. Collegata mediante ferrovia con Caltanissetta, Roccapalumba e Porto Empedocle (che è il suo porto). Il comune ha 47.919 abitanti (49.174 nel 1991) e un'area di 243,8 kmq.

Storia. Centro abitato già nell'Eneolitico, fu fondata ufficialmente solo nel 583 a. C. Assunta a grande importanza e splendore sotto il tiranno Terone (488473), fu poi soggetta a Siracusa, dalla quale cercò di essere indipendente alleandosi con Cartagine (fine sec. IV), inimicandosi cosi i Romani che, durante le guerre puniche, la saccheggiarono per due volte (nel 262 e 210 a. C.).

Sede vescovile da prima del secolo VI (protovescovo Libertino), conquistata dai musulmani nell'827, Ruggero I il Normanno vi restaurò il culto cattolico (1086) e permise il grande sviluppo economico e politico della città. Agrigento difese le autonomie e la prosperità contro i Chiaramonte (sec. XIV). Sotto Aragonesi e Spagnoli (secc. XIV-XV) mantenne la sua importanza, sanzionata in numerosi privilegi.

in epoca moderna, nonostante fosse tra le città meno vessate dall'amministrazione borbonica, Agrigento fu teatro di un'immediata sollevazione dopo lo sbarco di Garibaldi in Sicilia, all' annuncio del proclama di Salemi (14 maggio 1860).

Urbanistica e Monumenti. Fiorente nel secolo V fu distrutta dai Cartaginesi nel 406 a. C., ricostruita da Timoleonte nella seconda metà del sec. IV e infine occupata dai Romani nel 210 a. C. La città aveva pianta regolare ed era circondata per un perimetro di 12 km da mura con torri quadrate e nove porte. Notevoli i monumenti, specialmente del sec. V, fra cui i templi, tutti dorici, di Zeus (uno dei più grandi dell' antichità), di Demetra, di Herakles e quelli detti di Hera Lacinia e della Concordia, oltre a un santuario delle divinità infere con tempietti, sacelli e altari circolari, un tempietto ellenistico (od. Oratorio di Falaride), un monumento funerario romano (od. Tomba di Terone) e ipogei della necropoli cristiana.

Gli scavi in corso hanno rimesso in luce cospicui resti del quartiere di abitazioni ellenistico-romano. La città si sviluppa longitudinalmente da Est a Ovest con strade strette e tortuose, che conservano l'originario aspetto medievale e convergono nella via Atenea, la principale della città. Ad E, sulle balze della rupe Atenea, va prendendo sviluppo il quartiere moderno.



Tra i monumenti, il più importante è il duomo (S. Gerlando) risalente ai secc. XIII-XIV, ma più volte rimaneggiato nel '500 e '600; ha un interno a tre navate con resti di affreschi del sec. XIV; di notevole interesse il sepolcro di G. de Marinis, opera di A. Mancino e G. Gaggini (sec. XV). Altre chiese notevoli artisticamente sono: Santo Spirito (sec. XIII), con annessa abbazia medievale; Santa Maria dei Greci (sec. XIII), che sorge sui resti di un tempio dorico e, nell' interno a tre navate, ha tracce di affreschi trecenteschi.

Musei. Museo Civico Archeologico (in piazza Municipio), con importanti sculture greche, vasi ed altri oggetti fittili provenienti dagli scavi dei vicini templi. Nei piani superiori ha sede la Pinacoteca, con opere per lo più di maestri siciliani dal sec. XIV al XIX. Nei pressi del duomo, che ha annesso un piccolo museo, è la Biblioteca Lucchesiana, ricca di rari codici miniati.

Provincia di Agrigento. La provincia di Agrigento confina con le province di Trapani (a Ovest), Palermo (a Nord), Caltanissetta (a Est) e con il Mar di Sicilia ( a Sud). È vasta 3.042 kmq ed ha 454.045 abitanti (2005), con una densità di 149 ab./kmq. Conta 43 comuni, comprendenti una cinquantina di centri. Eccettuata la regione di confine con la prov. di Palermo, la provincia di Agrigento è piuttosto collinare. Unici corsi d'acqua di qualche importanza: il Platani e il Salsa (questo solo per breve tratto traversa la provincia).

Attività principali: agricoltura (cereali, agrumi, vino, olio, mandorle, ortaggi), allevamento ovino e caprino, miniere di zolfo, gesso e salgemma. Scarsa importanza riveste la pesca. Modeste le industrie (alimentari, costruzioni e qualche officina).

Buona la rete stradale, poco densa quella ferroviaria. Collegamento marittimo con l'isola di Linosa (isole Pelagie).