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Sicilia: L'isola delle pietre

La Sicilia è una terra ricca di testimonianze greche particolarmente nel Trapanese, grazie templi di Selinunte e a Segesta, dove in un ambiente naturale e pittoresco si una importante testimonianza degli Elimi, popolazione locale che fondò Erice, una deliziosa cittadina medioevale dalle origini antiche.



Cugina di Troia
Erice in provincia di Trapani è costruita sulla cima di una rupe calcarea dove in antichità era presente l'acropoli della città, odiernamente nascosta dal castello normanno di Pepoli.

La città venne fondata con Segesta ed Entella dagli Elimi popolazione giunta in Sicilia dopo la distruzione di Troia. Erice fu circondata su tre lati da un robusto circuito murario con torri, e presenta strutture sovrapposte: quella primodiale elima risalente all'VIII secolo a.c.; quella punica risalente al V secolo a.c., con massi calcarei, in parte resaturata dai Romani e dai Normanni.




Nei pressi dell'acropoli venne edificato il santuario di Venere Ericina (l'Astarte fenicia e l'Afrodite greca) attribuito ad Enea. Il santuario è riprodotto sulle monete romane repubblicane come un tempio dorico tetrastilo, alto sulla rupe cinta da mura.

Distrutta dai Cartaginesi
Selinunte fu oggetto di ripetuti assalti da parte degli Elimi di Segesta e dei Cartaginesi, che la distrussero nel 409 a.c. agrazie all'intervento di Annibale. Da quel momento iniziò il decadimento della città, distrutta e abbandonata durante la prima guerra punica, nel 250 a.c.

Il periodo più florido di Selinunte fu il VI secolo a c.. quando presso Agrigento fondò la colonia di Heraclea Minoa, e quando vennero costruiti i principali templi, decorati dalle metope costruite da scultori del posto. Questi templi dedicati alle divinità vengono indicati con lettere dell'alfabeto.